L’esperienza Sensibile dell’Intelligenza Artificiale

I numeri rimangono inerti se nessuno li fa parlare e questa è la ragione per cui siamo soliti ricercare una forma d’arte nelle nostre espressioni matematiche. 

Lavorando in una dimensione intangibile, nuvole di dati, correlazioni deboli, algoritmi, abbiamo la necessità di cogliere la sensibilità derivante dall’interazione reciproca uomo-numero.

Solo attraverso un’elaborazione artistica i nostri dati diventano tangibili e assumono una dimensione umana e rassicurante, quasi familiare. Tutte le arti ci comunicano tramite i sensi, senza bisogno di intermediari.

L’intelligenza artificiale ci sta aiutando a trasportare i numeri da un intreccio confuso e caotico a un ordine intuibile e verificabile da tutti attraverso i sensi. Se da un lato però il potere descrittivo della matematica può raggiungere la sua massima espressione attraverso l’intelligenza artificiale, deve prestare attenzione a non creare un’arte indecifrabile e asettica.

Così come in ogni ricerca artistica, non possiamo limitarci ad osservare la superficie delle cose, ma dobbiamo essere dotati di una sensibilità introspettiva molto forte per far emergere sulla tela, o su un pentagramma bianco quello che ai più non è evidente.

Le correlazioni deboli, che noi amiamo, sono forse un po’ come il messaggio artistico subliminale, quello che le persone meno attente non riescono subito a cogliere, ma che chi invece ha il coraggio di indagare riesce a decifrare.

I numeri sono ormai la nostra chiave di lettura del Mondo, lo strumento con cui indaghiamo la realtà per darne una rigorosa e armonica raffigurazione istantanea, che sia allo stesso tempo in grado di lasciare aperti degli interrogativi in chi la osserva. 

Un’opera d’arte ha infatti sempre molteplici chiavi e livelli di lettura, che poi ognuno di noi interpreta attingendo alla propria sensibilità personale.

I dati sono come le nostre emozioni più profonde e nascoste di cui l’artista narra tra le righe delle sue rappresentazioni, ma solo le correlazioni (deboli) sono in grado davvero di raccontarci la realtà più intima e nascosta che forse gli occhi non vedono, ma la sensibilità dei numeri sì.


Fabio Ferrari, CEO Energy Way